La beffa alla fine si è concretizzata, come nel più classico dei finali del più classico dei film di seconda categoria.
Dopo aver girato mezzo Globo senza mai avere nessun problema, l'ultimo passo verso casa ci è stato "fatale".
Dormire in aeroporto è una di quelle cose che, in un viaggio di più di sei mesi, uno mette in preventivo di fare, anche se spera in continuazione di non dover mai realmente affrontare una situazione del genere. Per nostra fortuna, o merito, a noi è sempre tutto andato benissimo con i trasporti. Aerei, treni, autobus, barche..ogni volta che abbiamo dovuto spostarci, l'abbiamo fatto senza nessun problema, che si trattasse di Argentina, Australia o Malesia. Ma il karma si è voluto riprendere un po' di quella vena positiva, e ha deciso di farlo proprio quando abbiamo deciso di tornare verso casa, cioè nel momento in cui uno è molto meno disposto a sopportare disguidi di questo tipo.
Già quando ci siamo presentati al check-in per volare da Singapore a Londra avevo delle pessime sensazioni...ed infatti la nostra prenotazione era stata cancellata errroneamente, e abbiamo rischiato di dover rimanere lì per qualche altro giorno. Fortunatamente l'aereo sul quale abbiamo viaggiato è una sorta di condominio con le ali, e due posti sono saltati fuori anche per noi due..ma la piega che stava prendendo il rientro non era delle migliori.
Logicamente in questi casi, io tendo a pensare sempre in negativo, ed ecco che comincio a sentire che c'è qualcosa nell'aria anche per quanto riguarda il nostro ultimo volo, da Londra a Venezia. Anticipiamo che, originariamente dovevamo volare a Brindisi per trascorrere un po' di giorni in allegra compagnia prima di rientrare in Friuli, ma non abbiamo trovato posto su nessun volo RyanAir e, dovendo ripiegare all'ultimo momento su qualsiasi altra cosa che ci portasse in Italia, abbiamo dovuto sudare le fatidiche 12 camicie per non spendere un capitale, visto l'Agosto alle porte e il poco anticipo nella prenotazione. Dopo mille tentativi, usiamo 7500 miglia accumulate con la British durante questi mesi, e troviamo un volo "regalo" a soli 43 euro per lunedi sera. Perfetto. Un affare.
Perfetto si, ma me la sento che il discorso non è finito lì.
Ed infatti, succede l'inevitabile. Non una catastrofe, ma una bella gatta da pelare, per non scadere in volgarità..
Una zona di Londra si allaga, forse solo una tratta ferroviaria, le metropolitane subiscono ritardi allucinanti, i treni che vanno da nord a sud e viceversa vengono cancellati e sostituiti da corse di bus, ma in una metropoili di 12 milioni di abitanti, e con quasi 3 milioni di pendolari al giorno, logicamente un'evento del genere non può che portare ad una situazione allucinante. Arriviamo a Victoria Station e ci troviamo di fronte ad una folla starnazzante di trolley e valigie davanti alla biglietteria del diretto per Gatwick, che naturalmente è cancellato. Ci dicono che il servizio è sostituito da un treno fino a Croydon dove troveremo un bus che ci porterà, con un paio di quarti d'ora di pazienza, all'aeroporto.
Bene, pensiamo, allora facciamolo.
Logicamente a Croydon troviamo migliaia di persone che aspettano questo bus, che effettivamente sembra essere UNO SOLO ogni mezz'ora. Si fatica persino ad uscire dalla stazione, la gente è ovunque. Una folla preoccupata e guardinga riempie ogni spazio. Ovviamente poi il traffico è allucinante essendo la pick hour, cioè le 18.00. La coda parte da davanti alla stazione e si snoda per una distanza assurda, più di 500 mt, facendo il giro di tutti i palazzi circostanti. Una situazione pazzesca. E logicamente ormai già so che perderemo il volo. Correndo in cerca di un taxi (ovviamente la coda c'è anche per quello..e ci sono altre centinaia di persone ad aspettare..) abbiamo la fortuna di trovare un "private hire" (saltando qualsiasi coda..)che per sole 20 sterline a cranio ci porterà a Gatwick, forse in tempo per un check-in da primato mondiale di ritardo. Forse.
Ovviamente non potrà andare così, perchè le strade che conducono all'aeroporto sono congestionate da far paura e tutti quelli che non hanno preso il treno sono in taxi su quelle strade. C'è pure uno degli autobus del servizio sostitutivo, desolatamente fermo nel traffico. Migliaia di taxi che si spostano all'unisono nella stessa direzione. La delusione viene stemperata dalla simpatica compagnia che trovo nel mio vicino, un cinquantenne molto "british" con cui converso affabilmente per l'ora che ci impieghiamo per arrivare all'aeroporto giusto in tempo per perdere l'aereo di mezz'ora.
Logicamente non siamo gli unici in questa situazione, e ci ritroviamo ben presto circondati da gente che dorme sulle panchine o per terra, con coperte e sacchi a pelo colorati che si alternano sulla moquette, in attesa di poter prendere il volo che non è stato possibile prendere a causa della perfetta disorganizzazione di una città come Londra.
Mentre scrivevo questo post, erano le 4.47 di mattina, avevo dormito forse cinque ore disteso su una panchina, ma a parte le 120 sterline spese per poter volare alle 13.50 a Venezia, non mi era successo nulla di così grave, a conti fatti.
Tutto quello che potevo fare era sorridere pensando che, qualche ora dopo, sarei stato a casa, ed augurarmi che durante le prossime Olimpiadi non si formi neanche una pozzanghera su binari di una delle Metro più famose del mondo. Eheheheh..
Ora siamo a casa, dopo tutti questi mesi di girovagare.
Sembra impossibile stare fermi nello stesso posto, eppure, almeno per un po', questa sarà la nostra vita.
Mentre mi chiedo quanto durerà "questa" vita, mi godo il cielo della mia terra, dalla finestra di camera mia. Come ai vecchi tempi..
Grazie per averci tenuto compagnia lungo questo avventuroso viaggio. Chissà che questo blog non torni utile nel futuro più prossimo..
Jasper
Un blog nato in occasione del nostro viaggio intorno al mondo, soprattutto per tenere aggiornati sui nostri spostamenti, quelli che ci aspettavano a casa. Ora che siamo tornati, vorremmo mantenere vivo questo spazio, raccontando di nuovi viaggi o semplici gite fuori porta, sempre con lo spirito rilassato e curioso di quando eravamo viaggiatorizainoinspalla.
giovedì 18 agosto 2011
lunedì 1 agosto 2011
Ancora Singapore
Anche questo capitolo si può dire concluso e anche questa volta il tempo è volato. Dalla frenesia di Bangkok, siamo ritornati all'ordine e all'atmosfera rilassata di Singapore per una 2 giorni tra museo e zoo.
E nel salutare l'Asia, finisce anche il nostro viaggio in giro per il mondo...si torna in Europa...prima Londra e presto sarà Italia.
Museo della cultura e delle civiltà asiatiche
Special Exhibition - Guerrieri dell'esercito di Terracotta
Piccolo e "Nonno"
Scimmie Nasiche
Drago di Komodo
Ultimo pranzo a base di noodles e riso e ultimo viaggio Quantas verso Londra
Iscriviti a:
Post (Atom)