venerdì 29 luglio 2011

You're so superficial

Il viaggio dalla Malesia è stato incredibilmente lungo, in pratica ci abbiamo messo più di un giorno, cambiando quattro volte mezzo di trasporto. Siamo partiti dall'albergo a Ipoh e abbiamo raggiunto in taxi la stazione degli autobus; da lì, quasi 3 ore (di cui 40 minuti di pausa in un'area di servizio "Jungle Style" per far mangiare l'autista e dove noi scopriamo le deliziose banane fritte!) di non troppo comodo bus, seguite da 2 ore di attesa alla stazione dei treni di Butterworth. Treno per Bangkok fortunatamente in orario, su cui prendiamo posto assieme a pochi altri turisti, carrozza 10 posti 14 e 16.
Una volta sul treno, ci illudiamo di avere l'intero scompartimento tutto per noi (ovvero 4 posti a testa) ma dopo la prima fermata, il viaggio si trasforma nella tipica tratta Casarsa-Mestre della domenica pomeriggio: orde di studenti carichi di valigie, per i quali le ferrovie Malesi hanno predisposto BEN DUE carrozze oltre alla nostra. In un attimo il nostro comodo vagone viene preso d'assalto e da qui in poi è un continuo di gente che tenta di trovare posto, saluti e baci alle famiglie al di là del vetro, il capo treno che tenta di far sistemare le persone, prendendo a botte il finestrino e facendo cenno di andare in fondo al treno (ma dove vuoi che vadano, che ci son 3 vagoni in tutto...pensiamo noi!?!) e poi valigie, borse e quant'altro incastrate in ogni angolo libero; c'è chi mangia, chi guarda Raperonzolo sul notebook o ascolta musica stile Bollywood...e in questo casino, cos'altro non può mancare? Ma ovviamente il classico e ben noto "Rompiballe"...che per fortuna, non è un italiano ma si palesa nelle vesti di un nativo dello Sri Lanka e cittadino americano, ex studente di Harvard e ora docente universitario. Tale soggetto, pretenderebbe di non far sedere nessuno nei 6 posti liberi che hanno a disposizione lui e la sua compagna di viaggio, sostenendo che lui ha pagato un "high price in American dollars" e che quindi ha riservato tutti e 8 i posti. Ecco...ora immaginatevi questo che ripete 'sta frase ogni volta che qualcuno gli chiede se i posti sono liberi e intanto il treno è sempre più pieno e la scena si fa esilarante, finchè anche noi iniziamo a sfotterlo, assieme alle ragazze che abbiamo lasciato sedere sui nostri posti (visto che noi avevamo pagato un prezzo non troppo high e in Malysian Ringgit ;D)
Sentendosi preso in giro un po' da tutti, a quel punto si rivolge a noi dicendo che i Malesi sono degli approfittatori, che non seguono le regole, che vengono nel nostro vagone per rubare la nostra roba, che prendono il biglietto meno caro per la Thailandia e poi si siedono nel vagone più caro...insomma un sacco di cazzate. E noi gli rispondiamo che in ogni caso, se ci sono 30 persone in piedi e tu decidi di occupare 8 posti quando te ne bastano 2, sei un ottimo esempio di stronzo (ovviamente detto in maniera più civile). Risultato: il prof deve arrendersi all'evidenza e noi tentiamo di rivolgergli la parola il meno possibile, durante il resto del viaggio.
Un tot di ore dopo, in un paese quasi al confine con la Thailandia, il treno si svuota completamente, rimaniamo solo noi turisti e qualche Thai di ritorno a Bangkok.
La giornata si conclude con uno stop al confine per farci mettere un po' di timbri sui passaporti, cena fornita dal vagone ristorante e ottima dormita.
Il mattino successivo, fatta colazione, ci rendiamo conto che mancano ancora 4 ore all'arrivo...dopo 18 ore che siamo sul treno, iniziamo a pensare che è si comodo e pulito ma un attimo lento.
E non è finita perchè, mentre ci prepariamo a passare le ultime ore di viaggio (parecchie ma almeno saremo comodi), ci dicono che alla stazione successiva dovremo scendere e prendere un bus per Bangkok, visto che a quanto pare, il treno non procederà oltre. Si prosegue quindi con un bus grande ma estremamente scomodo rispetto al treno, un tot di ore imprecisate fino alla città (ci siamo stancati di contarle!) e alla fine, ciò che ci accoglie è ovviamente: il famosissimo traffico di Bangkok!
Ovunque è un assembramento disordinato, rumoroso ed indisciplinato, di macchine, autobus, tuk tuk, moto, motorini, taxi. Le strade tagliano la città in tutte le direzioni e sono almeno a 4 corsie, già in periferia. Poi ci sono lo sky train e la metropolitana, che procedono su binari sopraelevati a due piani.
A tutto ciò, aggiungete poi, tutti i rumori possibili di una metropoli e poi tanta, tantissima gente e solo a questo punto, avrete una mezza idea di come ci si è presentata Bangkok, appena scesi dal bus che ci ha portato fin qui.
 Stazione di Butterworth, Penang, Malaysia
 La pace prima e dopo "l'invasione"
 In viaggio verso BKK e sosta tecnica, con simpatico bagno

Ma ora veniamo al perchè del titolo di questo post...
...perchè Bangkok è frenetica, affollata, la maggior parte del tempo la si trascorre entrando ed uscendo dai centri commerciali, che sono tanti, uno più enorme dell'altro. Dentro ci si perdono delle ore ed è impressionante la quantità di cose che si trovano in vendita; dagli abiti costosi, all'elettronica ai falsi e poi cibo, una quantità assurda di ristoranti e baracchini dove è possibile trovare qualsiasi cosa si desideri mangiare.
Ritrovarsi letteralmente sbattuti in questo caos è divertente e soffocante insieme perchè da una parte, quella di trovarsi in un posto dove tutti i nostri desideri (in termini di shopping) potrebbero potenzialmente avverarsi in un pomeriggio, è un'esperienza totalmente nuova, dall'altra, dopo un po' di ore passate ad osservare la gente fare compere od aggirarsi con gli occhi puntati allo smartphone o totalmente smarriti nella confusione (vedi anche noi piu` volte...eh eh), ti fa sentire dentro ad una realta` superficiale ed inconsistente, dove le relazioni si concludono nel tempo di un acquisto e poi via tutti a pensare alla nuova cover per l'IPhone...E poi ti chiedi: ma davvero siamo venuti a Bangkok solo per questo!?! Certo che no...e cosi il giorno dopo partiamo alla ricerca di esperienze un po' piu` interessanti. Per quanto riguarda le mete culturali, la citta` non delude affatto; bastano 20 minuti di Skytrain, mezz'ora di barca su uno dei fiumi piu` sporchi che abbiamo mai visto ed eccoci nella Citta` Antica...tutta un'altra storia!
Visitiamo i due Wat (templi) piu` famosi, il Tempio dell'Alba e quello che ospita un enorme Buddha sdraiato, lungo circa 80 metri e poi il caratteristico e superturistico Grand Palace, che pero` vale davvero la pena di vedere. Passeggiamo attraverso un simpatico mercatino che vende amuleti portafortuna e pranziamo a Chinatown, il tutto sotto un sole assurdo e con un caldo da tagliare le gambe.
C'e` anche la casa di Jim Thompson, esempio di architettura tipica Thai, ex-residenza di un architetto americano, amante dell'arte, delle tradizioni e della cultura asiatiche e tailandesi in particolare, che si stabili` a BKK dopo la seconda guerra mondiale; famoso inoltre per aver rilanciato la pratica della tessitura della seta in Tailandia.  La casa e` ricca di fascino perche` estremamente curata, contiene diverse opere d'arte ed e` una sorta di oasi incastonata nel trambusto della citta`. Anche la storia personale di Mr Thompson e` molto interessante, soprattutto per la sua scomparsa all'eta` di 61 mentre si trovava in vacanza in Malesia, in circostanze che tutt'ora restano sconosciute.
E ora basta "parlare"... un po' di foto, purtroppo per noi, le ultime da un posto nuovo.
Jim Thompson's House



 






















Tempio dell'Alba























Grand Palace























Wat Pho

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