lunedì 4 aprile 2011

One Lane Bridge

Dopo una decina di giorni di silenzio, torno a scrivervi.

Non ho molto da aggiungere riguardo al nostro viaggio, Marina sta ricoprendo egregiamente il ruolo da cronista e credo che sia giusto lasciare alle sue descrizioni il compito di raccontarvi i luoghi che visitiamo e le emozioni che ci trasmette questa terra incredibile. Io mi ritaglio uno spazio piccolo piccolo in parte, dalla parte destra..la parte del guidatore.

Qui è molto facile guidare, nonostante il volante si trovi dalla parte opposta alla “nostra” logica. Le strade fuori dalle grosse città sono larghe e scorrevoli, e vista la scarsa presenza di mezzi di trasporto, le uniche cosa di cui ti devi preoccupare sono quelle di non investire i possum (bestioline molto pelose e simpatiche, ma vero e proprio flagello dell'Isola) e di rallentare in prossimità di tornanti o ponti ad un solo senso di percorrenza (One Lane Bridge, appunto..). Per il resto, piede sull'acceleratore, buona musica nell'abitacolo, e occhi ben aperti a godersi lo spettacolo che scorre ai lati della strada.
La Nuova Zelanda mi sta facendo assaporare cosa significa essere liberi. Liberi da orari, da obblighi di qualsiasi genere. Andare a dormire in riva ad un lago, addormentarsi circondati dal silenzio del bosco, svegliarsi presto e poi guidare per cambiare zona e scenario; chiedersi continuamente che giorno è, non sapere quasi mai l'ora, non sentire mai un cellulare che suona, non averne uno in tasca..non ho molte frecce al mio arco per farvi capire com'è stare qui, ma credetemi: è davvero un'altra cosa.

E' vero, tornerò. Tornerò e mi mancate, ognuno a modo suo, ma mi mancate dal primo all'ultimo. Però qui è incredibile, sul serio. Tutto incredibile.
Jasper

The Driver

1 commento:

  1. (...) essere liberi. Liberi da orari, da obblighi di qualsiasi genere. (...) chiedersi continuamente che giorno è, non sapere quasi mai l'ora, non sentire mai un cellulare che suona, non averne uno in tasca (...) Chissà. Forse la vita dovrebbe essere proprio così. Per permetterci di apprezzare altro. E di essere, altro. Mah... Buona settimana.

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