mercoledì 23 febbraio 2011

Cartolina da Buenos Aires.

La sensazione che ho provato mentre lasciavamo Buenos Aires alla volta di Mendoza, è stata molto intensa, romantica la potrei definire. Tre settimane sono sufficienti per innamorarsi di questa città, dei suoi ritmi lenti nonostante la frenesia del traffico, dei suoi luoghi silenziosi nel bel mezzo di strade a quattro o sei corsie, dei suoi quartieri popolari e storici contrapposti ai ricchi grattacieli e le zone commerciali. In tre settimane cominci a sentirti a casa, a conoscere le strade, a scegliere i bar e le trattorie in base a quanti “portenos” ci sono seduti dentro, ad evitare i turisti. Ho provato svariate volte a capire perché gli italiani amano così tanto l'Argentina, e soprattutto questa città, e credo di poter affermare che una risposta valida possa essere che ricorda molto l'Italia di qualche decennio fa, forse degli anni Settanta-Ottanta. Anche se negli anni '70 non c'ero, in alcuni quartieri mi è capitato spesso, in questi giorni, di respirare la stessa aria che respiravo da bambino a casa mia, di trovare le stesse espressioni nei visi delle persone, l'aspetto dei negozi e dei negozianti, le brutte abitudini degli automobilisti, le partite a pallone nei parchetti, le vecchine sedute sui gradini di casa ad osservare la gente che passa. Buenos Aires, in conclusione, è una città molto accogliente e sentimentale, indaffarata e con tanta voglia di crescere ancora. Lasciandola ho pensato che sarebbe molto bello viverci, sentirsi a casa proprio perché sei a casa.

Jasper
  




lunedì 21 febbraio 2011

How to Save Money: Cronaca di due giorni assurdi.


Giovedì. Sveglia ore 07.00. Viaggio in auto verso casa della mamma di Federico, per depositare in un posto sicuro e gratis gli zaini più pesanti. Colazione al bar del Barrio, super tipico, con caffè e medialunas. Preso colectivo fino a Retiro per appuntamento con Sedsil e Johanne. Programmazione giornata. Ore 11.30 treno per Tigre. Ore 12.30 arrivo a Tigre e raccolta informazioni sul lancha fino a Colonia. Il programma prevede poi il trasferimento a Punta del Diablo per quattro giorni di mare. Orario delle lanchas pomeriggio e notte. Ricerca Havanna inutile. Spuntino veloce da Cafè Martinez con connessione internet. Spensierato picnic in riva al fiume con empanadas, torta salata e controllo foto nonché setup looser camera. Saggia decisione di trascorrere il pomeriggio e la serata a Tigre godendo del sole per poi prendere la lancha notturna a mezzanotte, acquistando biglietto ida y vuelta e risparmiando parecchi pesos. Ricerca di Havanna con zaini in spalla per scroccare altro internet, ma tutte le attività commerciali all'interno del mercato della verdura chiudono alle 18. Tentativo vano di lasciare gli zaini in un ostello, ma purtroppo il titolare non è presente e l'addetta non sa decidere in un caso così importante. Cominciano i primi sentori di unlucky day. Passeggiata devastante con gli zaini sulle spalle, tappa a rinfrescarsi i piedi nell'acqua putrida di un molo privato. Ritorno da Cafè Martinez fino alle 21.15 con un exprimido e connessione internet e doccia a rate. Insediamento nel prato di fronte a Mc Donald's e pianificazione programma serale e cena. Tentativo andato a mare di acquisto di un gelato da Mc Donald's. MOMENTO TOP UNLUCKY DAY. Primo tentativo di acquisto di viveri per il viaggio concluso con una porta chiusa in faccia e il tentativo andato male di acquisto di quattro banane. Scelta di una pizza da compartir. Lavaggio di denti in riva al fiume. Imbarco per Carmelo. Nanne disturbate da ragazzi estremamente rumorosi. Arrivo a Carmelo. Sosta di tre ore in riva al molo, non in sala d'attesa poiché riservata alla gente che deve imbarcarsi, cioè nessuno per più di un'ora. Gallette senza sapore. Tentativo di un cane di baciare Johanne: fallito per poco. Ricerca ufficio bus e bancomat attraverso paese fantasma, ore 5.00. Coma su autobus. Arrivo a Colonia con nuvole grigie a presagio di un nefasto soggiorno. Ricerca ostello. Deposito bagagli in un ostello compiacente. Pipì doccia a rate. Ricerca fruttuosa di frutta. Set fotografico al molo. Colazione di tre ore con connessione internet, previsioni del tempo nefaste e scoraggianti e primi tentativi di prenotare ostello andati a vuoto, inviato mail. Acquisizione cane Blanco. Rientro all'ostello con pioggia leggera, pranzo a base di porridge cucinato a sbafo all'ostello, fingendo di essere ospiti dell'ostello stesso, ricarica cellulare. Tour per il quartiere storico. Pausa in lungo fiume, la presenza del cane Blanco comincia a farsi pesante causa puzza di merda che esso stesso riporta spalmata sulla schiena. Abbandonati da Blanco a scapito di giovani ciclomuniti. Sosta limonata loca. Separazione dopo locutorio, nanne danesi, internet italiani con connessione dalla piazza. Telefonato mamma italiana. Ritiro danesi schiantate al suolo. Divisione con italiani a mangiare e danesi a prenotare biglietti per autobus per P.d.D. Meeting all'ostello sotto pioggia battente, naufragio definitivo del programma marittimo, studio del nuovo percorso. Ritiro bagagli dall'ostello compiacente e sfruttato durante tutto il giorno, partenza per stazione. Verifica orari bus-lancha. Depressione. Redenzione. Organizzazione serata. Acquisto biglietti e vivande. Viaggio comatoso in autobus. Risveglio da panico con corsa a perdifiato per non perdere la lancha e rischiare attesa infinita a Carmelo. Io ho perso tre anni di vita, correndo a mo' di pinguino e in stato di semi-incoscienza per un kilometro. Arrivo all'imbarco a meno di un minuto dalla partenza. Grazie Johanne. Derisi dalle impiegate, quattro timbri nello stesso giorno nel passaporto, world guinnes record. Viaggio comatoso in lancha con vagiti ininterrotti a distrurbare il sonno. Bisogno disperato di una doccia. Arrivo a Tigre ( ANCORA!? ), pioggia leggera ma presente. Lauta cena da Mc Donald's. Dormita di mezz'ora per danesi. Round de vouz alla stazione con verifica condizioni favorevoli per pernottamento. Trasferimento alla stazione: porte chiuse. Rientro da Mc Donald's, sistemazione sulle panchine. Donne dormienti, Terence scrivente con caffè da mezzo litro. Pioggia assente. Gente stranissima mi guarda male per tutte la notte. Sveglia collettiva definitiva verso le 6, trasferimento alla stazione dei treni, viaggio in treno fino a Buenos Aires con dormitina di mezz'ora, arrivo a Retiro, separazione dei gruppi: danesi alla ricerca di un ostello, italiani alla ricerca di un posto dove aspettare Federico (couchsurfer che ci ospita). A fine giornata vado a letto dopo 65 ore senza dormire...
In questi due pazzeschi giorni ci siamo divertiti un casino...e domani si parte per Mendoza con le Sorelle Danesi. Figata!

Jasper

                                                                         Picnic spensierato
                                                          Cena a base di pizza e torta salata...REBUENO!
 
  Sbarco a Carmelo, Uruguay..3 AM!!
                                                        Colonia del Sacramento, Uruguay
        Eccolo: il nostro nuovo cane!!!


                                                                 ..here it comes the rain..
                                                      Cena da McDonald's, ore 23.30. Devastati.

lunedì 14 febbraio 2011

Sun is Shining

Dopo due settimane di quasi totale relax siamo pronti a riprendere il nostro vagare, prima in direzione Buenos Aires per un paio di giorni di organizzazione e pianificazione, poi verso l'Uruguay e le Cascate di Iguazù, al confine col Brasile. Nel prossimo mese visiteremo inoltre Salta, Mendoza, Cordoba per poi arrivare al Cile.
Allo Yoga Park sono stati giorni molto positivi, con un'intensa attività lavorativa al mattino e un altrettanto intensa attività onirica nel primo pomeriggio, mentre in serata si poteva passare il tempo camminando nelle campagne circostanti, stringendo amicizia con i vari compagni di viaggio e godendo di panorami assolutamente eccezionali. Sicuramente mi mancheranno parecchie delle persone che ho conosciuto qui, così come sentirò di certo la mancanza del cibo straordinariamente sano e saporito che ci è stato servito ogni giorno...ma la vita è così, una ruota che gira.
Vi lascio con un paio di scatti, e in attesa di altre avventure da raccontare...vi abbraccio
Jasper

Con Katherine from San Francisco e Ratay Hatra


Marina e Johanne



lunedì 7 febbraio 2011

Eco Yoga Park. I settimana

Poche parole e molte immagini per raccontare la nostra "eco-yoga settimana": sveglia alle 6, lavoro nell'orto bio, in cucina o nella costruzione di qualcosa (al momento una casa), colazione alle 8 e poi di nuovo lavoro fino alle 11.30. Tutti i pasti sono vegetariani e davvero buonissimi! Poi giornata libera per fare ciò che si vuole, yoga, meditazione o semplicemente leggere un libro, sdraiarsi al sole o chiacchierare con gli altri ragazzi che vivono qui. 
Un'esperienza così piacevole che abbiamo deciso di fermarci un'altra settimana, prima di rimetterci in viaggio.
Lavori nella Huerta
  
Comida Vegetariana

La nostra casa e il tempio dove gli Hare Krishna che vivono qui celebrano i rituali.
        
        



       
 Oltre a fare yoga, c'è tempo anche per il Pilates