giovedì 20 gennaio 2011

Buenos Aires: primo contatto.

Buenos Aires è una città con un'anima malinconica. Lo respiri nelle sue poche vie silenziose, lo vedi negli occhi delle persone che aspettano in fila ordinata l'autobus, lo scopri attraverso i monumenti, imponenti, che ti inseguono lungo le strade.
Ha un'anima pura ma silenziosa, e la nasconde tra i clacson delle migliaia di autoveicoli che la percorrono in lungo e in largo tutto il giorno, la confonde con le voci sgraziate dei mercanti e dei loschi figuri che propongono convenienti cambi di valuta sulle vie più frequentate dai turisti.
Il sole ti batte sulla testa, potente e cristallino, fino quasi alle sette di sera. Poi, con una rapida corsa, si va a nascondere dietro ai grattacieli, e lascia alle strade quella penombra piena di frenesia tipica delle metropoli dove la gente non si ferma mai, sempre in cerca di qualcosa da fare, vendere, comprare.
La sera è fresca, arieggiata. Le strade sono vuote e i taxi sfrecciano sotto agli alberi che costeggiano praticamente ogni Avenida.
Ci sediamo a tavola in un quartiere di case basse e macchine parcheggiate ordinatamente lungo i marciapiedi. La carne è ottima, ogni taglio ha il suo nome..non è semplicemente "carne".
Rientriamo in appartamento e sono stanco, ma arricchito da una calda giornata trascorsa nel cuore di una delle città più grandi del Globo; una città piena di Storia, Arte, Architettura, Tradizione.
Ma con un'anima malinconica.
Jasper

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