domenica 11 marzo 2012

Esploratori si diventa...sulle tracce di esploratori, geografi e viaggiatori friulani

Su questo blog nato per raccontare un viaggio, ritorniamo dopo parecchi mesi a parlare di una mostra che ci ha incuriosito subito per il titolo "Hic sunt leones" (la "gentedellasanmarco" capirà il perchè) e ovviamente per ciò che presenta e racconta, un percorso attorno al tema del viaggio, attraverso i racconti di esplorazioni e spedizioni compiute tra Ottocento e Novecento.
La mostra è molto ben allestita e ricca di materiali (reperti di vario genere e strumenti, foto, stampe, video e postazioni multimediali), che rendono pienamente l'idea del grande lavoro di ricerca, studio e preparazione necessario prima di avventurarsi in un viaggio verso territori poco conosciuti, potenzialmente pericolosi e su cui spesso circolavano racconti e leggende al limite del fantastico.
Per non annoiarvi troppo con la descrizione di quello che si può vedere esposto (e anche per non togliere la sorpresa a chi vorrà visitare la mostra), ci basta raccontarvi che attraversando le sale, siamo rimasti affascinati dalle storie di questi uomini che partivano spinti da desiderio di conoscere, scoprire, arrivare per primi in territori inesplorati. Passione, curiosità, scoperta, coraggio, sfida, fatica, gloria...tutto questo si percepisce osservando il materiale raccolto e le fotografie, leggendo i meticolosi appunti annotati sulle pagine dei diari di viaggio e le frasi riportate sulle pareti e che accompagnano nella visita. 
Questa mostra è praticamente imperdibile per chi ama viaggiare e sa quanto possa essere bello ed emozionante immaginare, preparare ed organizzare un viaggio e poi, dopo mesi di attesa, ritrovarsi in luoghi prima solo immaginati e "studiati" da lontano. Ma è anche il luogo giusto per chi sogna il "viaggio della vita" e cerca uno stimolo in più e quel po' di coraggio che serve per partire perchè, nonostante le ovvie differenze tra gli esploratori di ieri e quelli di oggi, l'emozione e il senso di libertà restano...e a questi non si può certo resistere!

 L'ex Chiesa di San Francesco, sede della mostra

Attrezzatura per spedizioni in alta montagna - 1960



Informazioni Pratiche:
La mostra è allestita nell'ex chiesa di San Francesco in Largo ospedale vecchio a Udine. Potrete visitarla fino al 15 aprile; orari: dal martedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18, sabato e domenica dalle 10.30 alle 18; chiuso il lunedì e la domenica di Pasqua; biglietti: € 8/interi e € 4/ridotti; sito internet: www.hic.suntleones.it

Alla prossima
Marina e Jasper

martedì 27 settembre 2011

RICOMINCIAMO DA QUI.

Quello che resta sono una valanga di ricordi, la nostalgia che ci assale quando ci capita di riguardare le foto dei 6 mesi passati a zonzo e soprattutto restano le persone perché in questo viaggio, gli incontri giusti hanno reso speciale ed indimenticabile un'esperienza di per sé già fantastica.
E visto che sono così tante le belle persone che abbiamo conosciuto in giro per il Mondo, iniziamo dalle cose semplici...un'ora di strada da Padova ed eccoci a passare la domenica pomeriggio a Bologna perché, quando possibile, vorremmo provare a mantenere questi rapporti di amicizia, andando oltre a e-mail e messaggi su Facebook.

Daniele ci ha aiutato un sacco a Sydney e ed è stato bello ritrovarsi anche in Italia; in più come al solito dobbiamo ringraziarlo, soprattutto per la pasta al ragù della Mamma, il giretto sui famosi Colli Bolognesi, passando per la passeggiata in centro e il gelato "migliore d'Europa"; il tutto sotto un sole per niente autunnale. E a fine giornata, salutarsi e darsi appuntamento a Madrid in un futuro davvero prossimo... perché non ci siamo stancati di andare in giro anzi, abbiamo appena iniziato.

                                      Eccoci qui..                                          




Casa Gnesini vista da...
Bologna


























                                                                                     
See you in Madrid...

giovedì 18 agosto 2011

Questione di Karma.

La beffa alla fine si è concretizzata, come nel più classico dei finali del più classico dei film di seconda categoria.
Dopo aver girato mezzo Globo senza mai avere nessun problema, l'ultimo passo verso casa ci è stato "fatale".
Dormire in aeroporto è una di quelle cose che, in un viaggio di più di sei mesi, uno mette in preventivo di fare, anche se spera in continuazione di non dover mai realmente affrontare una situazione del genere. Per nostra fortuna, o merito, a noi è sempre tutto andato benissimo con i trasporti. Aerei, treni, autobus, barche..ogni volta che abbiamo dovuto spostarci, l'abbiamo fatto senza nessun problema, che si trattasse di Argentina, Australia o Malesia. Ma il karma si è voluto riprendere un po' di quella vena positiva, e ha deciso di farlo proprio quando abbiamo deciso di tornare verso casa, cioè nel momento in cui uno è molto meno disposto a sopportare disguidi di questo tipo.
Già quando ci siamo presentati al check-in per volare da Singapore a Londra avevo delle pessime sensazioni...ed infatti la nostra prenotazione era stata cancellata errroneamente, e abbiamo rischiato di dover rimanere lì per qualche altro giorno. Fortunatamente l'aereo sul quale abbiamo viaggiato è una sorta di condominio con le ali, e due posti sono saltati fuori anche per noi due..ma la piega che stava prendendo il rientro non era delle migliori.
Logicamente in questi casi, io tendo a pensare sempre in negativo, ed ecco che comincio a sentire che c'è qualcosa nell'aria anche per quanto riguarda il nostro ultimo volo, da Londra a Venezia. Anticipiamo che, originariamente dovevamo volare a Brindisi per trascorrere un po' di giorni in allegra compagnia prima di rientrare in Friuli, ma non abbiamo trovato posto su nessun volo RyanAir e, dovendo ripiegare all'ultimo momento su qualsiasi altra cosa che ci portasse in Italia, abbiamo dovuto sudare le fatidiche 12 camicie per non spendere un capitale, visto l'Agosto alle porte e il poco anticipo nella prenotazione. Dopo mille tentativi, usiamo 7500 miglia accumulate con la British durante questi mesi, e troviamo un volo "regalo" a soli 43 euro per lunedi sera. Perfetto. Un affare.
Perfetto si, ma me la sento che il discorso non è finito lì.
Ed infatti, succede l'inevitabile. Non una catastrofe, ma una bella gatta da pelare, per non scadere in volgarità..
Una zona di Londra si allaga, forse solo una tratta ferroviaria, le metropolitane subiscono ritardi allucinanti, i treni che vanno da nord a sud e viceversa vengono cancellati e sostituiti da corse di bus, ma in una metropoili di 12 milioni di abitanti, e con quasi 3 milioni di pendolari al giorno, logicamente un'evento del genere non può che portare ad una situazione allucinante. Arriviamo a Victoria Station e ci troviamo di fronte ad una folla starnazzante di trolley e valigie davanti alla biglietteria del diretto per Gatwick, che naturalmente è cancellato. Ci dicono che il servizio è sostituito da un treno fino a Croydon dove troveremo un bus che ci porterà, con un paio di quarti d'ora di pazienza, all'aeroporto.
Bene, pensiamo, allora facciamolo.
Logicamente a Croydon troviamo migliaia di persone che aspettano questo bus, che effettivamente sembra essere UNO SOLO ogni mezz'ora. Si fatica persino ad uscire dalla stazione, la gente è ovunque. Una folla preoccupata e guardinga riempie ogni spazio. Ovviamente poi il traffico è allucinante essendo la pick hour, cioè le 18.00. La coda parte da davanti alla stazione e si snoda per una distanza assurda, più di 500 mt, facendo il giro di tutti i palazzi circostanti. Una situazione pazzesca. E logicamente ormai già so che perderemo il volo. Correndo in cerca di un taxi (ovviamente la coda c'è anche per quello..e ci sono altre centinaia di persone ad aspettare..) abbiamo la fortuna di trovare un "private hire" (saltando qualsiasi coda..)che per sole 20 sterline a cranio ci porterà a Gatwick, forse in tempo per un check-in da primato mondiale di ritardo. Forse.
Ovviamente non potrà andare così, perchè le strade che conducono all'aeroporto sono congestionate da far paura e tutti quelli che non hanno preso il treno sono in taxi su quelle strade. C'è pure uno degli autobus del servizio sostitutivo, desolatamente fermo nel traffico. Migliaia di taxi che si spostano all'unisono nella stessa direzione. La delusione viene stemperata dalla simpatica compagnia che trovo nel mio vicino, un cinquantenne molto "british" con cui converso affabilmente per l'ora che ci impieghiamo per arrivare all'aeroporto giusto in tempo per perdere l'aereo di mezz'ora.
Logicamente non siamo gli unici in questa situazione, e ci ritroviamo ben presto circondati da gente che dorme sulle panchine o per terra, con coperte e sacchi a pelo colorati che si alternano sulla moquette, in attesa di poter prendere il volo che non è stato possibile prendere a causa della perfetta disorganizzazione di una città come Londra.

 Mentre scrivevo questo post, erano le 4.47 di mattina, avevo dormito forse cinque ore disteso su una panchina, ma a parte le 120 sterline spese per poter volare alle 13.50 a Venezia, non mi era successo nulla di così grave, a conti fatti.
Tutto quello che potevo fare era sorridere pensando che, qualche ora dopo, sarei stato a casa, ed augurarmi che durante le prossime Olimpiadi non si formi neanche una pozzanghera su binari di una delle Metro più famose del mondo. Eheheheh..
Ora siamo a casa, dopo tutti questi mesi di girovagare.
Sembra impossibile stare fermi nello stesso posto, eppure, almeno per un po', questa sarà la nostra vita.
Mentre mi chiedo quanto durerà "questa" vita, mi godo il cielo della mia terra, dalla finestra di camera mia. Come ai vecchi tempi..
Grazie per averci tenuto compagnia lungo questo avventuroso viaggio. Chissà che questo blog non torni utile nel futuro più prossimo..
 Jasper

lunedì 1 agosto 2011

Ancora Singapore

Anche questo capitolo si può dire concluso e anche questa volta il tempo è volato. Dalla frenesia di Bangkok, siamo ritornati all'ordine e all'atmosfera rilassata di Singapore per una 2 giorni tra museo e zoo.
E nel salutare l'Asia, finisce anche il nostro viaggio in giro per il mondo...si torna in Europa...prima Londra e presto sarà Italia.

Museo della cultura e delle civiltà asiatiche

 Special Exhibition - Guerrieri dell'esercito di Terracotta 




Piccolo e "Nonno"


Scimmie Nasiche

Drago di Komodo

Ultimo pranzo a base di noodles e riso e ultimo viaggio Quantas verso Londra

venerdì 29 luglio 2011

You're so superficial

Il viaggio dalla Malesia è stato incredibilmente lungo, in pratica ci abbiamo messo più di un giorno, cambiando quattro volte mezzo di trasporto. Siamo partiti dall'albergo a Ipoh e abbiamo raggiunto in taxi la stazione degli autobus; da lì, quasi 3 ore (di cui 40 minuti di pausa in un'area di servizio "Jungle Style" per far mangiare l'autista e dove noi scopriamo le deliziose banane fritte!) di non troppo comodo bus, seguite da 2 ore di attesa alla stazione dei treni di Butterworth. Treno per Bangkok fortunatamente in orario, su cui prendiamo posto assieme a pochi altri turisti, carrozza 10 posti 14 e 16.
Una volta sul treno, ci illudiamo di avere l'intero scompartimento tutto per noi (ovvero 4 posti a testa) ma dopo la prima fermata, il viaggio si trasforma nella tipica tratta Casarsa-Mestre della domenica pomeriggio: orde di studenti carichi di valigie, per i quali le ferrovie Malesi hanno predisposto BEN DUE carrozze oltre alla nostra. In un attimo il nostro comodo vagone viene preso d'assalto e da qui in poi è un continuo di gente che tenta di trovare posto, saluti e baci alle famiglie al di là del vetro, il capo treno che tenta di far sistemare le persone, prendendo a botte il finestrino e facendo cenno di andare in fondo al treno (ma dove vuoi che vadano, che ci son 3 vagoni in tutto...pensiamo noi!?!) e poi valigie, borse e quant'altro incastrate in ogni angolo libero; c'è chi mangia, chi guarda Raperonzolo sul notebook o ascolta musica stile Bollywood...e in questo casino, cos'altro non può mancare? Ma ovviamente il classico e ben noto "Rompiballe"...che per fortuna, non è un italiano ma si palesa nelle vesti di un nativo dello Sri Lanka e cittadino americano, ex studente di Harvard e ora docente universitario. Tale soggetto, pretenderebbe di non far sedere nessuno nei 6 posti liberi che hanno a disposizione lui e la sua compagna di viaggio, sostenendo che lui ha pagato un "high price in American dollars" e che quindi ha riservato tutti e 8 i posti. Ecco...ora immaginatevi questo che ripete 'sta frase ogni volta che qualcuno gli chiede se i posti sono liberi e intanto il treno è sempre più pieno e la scena si fa esilarante, finchè anche noi iniziamo a sfotterlo, assieme alle ragazze che abbiamo lasciato sedere sui nostri posti (visto che noi avevamo pagato un prezzo non troppo high e in Malysian Ringgit ;D)
Sentendosi preso in giro un po' da tutti, a quel punto si rivolge a noi dicendo che i Malesi sono degli approfittatori, che non seguono le regole, che vengono nel nostro vagone per rubare la nostra roba, che prendono il biglietto meno caro per la Thailandia e poi si siedono nel vagone più caro...insomma un sacco di cazzate. E noi gli rispondiamo che in ogni caso, se ci sono 30 persone in piedi e tu decidi di occupare 8 posti quando te ne bastano 2, sei un ottimo esempio di stronzo (ovviamente detto in maniera più civile). Risultato: il prof deve arrendersi all'evidenza e noi tentiamo di rivolgergli la parola il meno possibile, durante il resto del viaggio.
Un tot di ore dopo, in un paese quasi al confine con la Thailandia, il treno si svuota completamente, rimaniamo solo noi turisti e qualche Thai di ritorno a Bangkok.
La giornata si conclude con uno stop al confine per farci mettere un po' di timbri sui passaporti, cena fornita dal vagone ristorante e ottima dormita.
Il mattino successivo, fatta colazione, ci rendiamo conto che mancano ancora 4 ore all'arrivo...dopo 18 ore che siamo sul treno, iniziamo a pensare che è si comodo e pulito ma un attimo lento.
E non è finita perchè, mentre ci prepariamo a passare le ultime ore di viaggio (parecchie ma almeno saremo comodi), ci dicono che alla stazione successiva dovremo scendere e prendere un bus per Bangkok, visto che a quanto pare, il treno non procederà oltre. Si prosegue quindi con un bus grande ma estremamente scomodo rispetto al treno, un tot di ore imprecisate fino alla città (ci siamo stancati di contarle!) e alla fine, ciò che ci accoglie è ovviamente: il famosissimo traffico di Bangkok!
Ovunque è un assembramento disordinato, rumoroso ed indisciplinato, di macchine, autobus, tuk tuk, moto, motorini, taxi. Le strade tagliano la città in tutte le direzioni e sono almeno a 4 corsie, già in periferia. Poi ci sono lo sky train e la metropolitana, che procedono su binari sopraelevati a due piani.
A tutto ciò, aggiungete poi, tutti i rumori possibili di una metropoli e poi tanta, tantissima gente e solo a questo punto, avrete una mezza idea di come ci si è presentata Bangkok, appena scesi dal bus che ci ha portato fin qui.
 Stazione di Butterworth, Penang, Malaysia
 La pace prima e dopo "l'invasione"
 In viaggio verso BKK e sosta tecnica, con simpatico bagno

Ma ora veniamo al perchè del titolo di questo post...
...perchè Bangkok è frenetica, affollata, la maggior parte del tempo la si trascorre entrando ed uscendo dai centri commerciali, che sono tanti, uno più enorme dell'altro. Dentro ci si perdono delle ore ed è impressionante la quantità di cose che si trovano in vendita; dagli abiti costosi, all'elettronica ai falsi e poi cibo, una quantità assurda di ristoranti e baracchini dove è possibile trovare qualsiasi cosa si desideri mangiare.
Ritrovarsi letteralmente sbattuti in questo caos è divertente e soffocante insieme perchè da una parte, quella di trovarsi in un posto dove tutti i nostri desideri (in termini di shopping) potrebbero potenzialmente avverarsi in un pomeriggio, è un'esperienza totalmente nuova, dall'altra, dopo un po' di ore passate ad osservare la gente fare compere od aggirarsi con gli occhi puntati allo smartphone o totalmente smarriti nella confusione (vedi anche noi piu` volte...eh eh), ti fa sentire dentro ad una realta` superficiale ed inconsistente, dove le relazioni si concludono nel tempo di un acquisto e poi via tutti a pensare alla nuova cover per l'IPhone...E poi ti chiedi: ma davvero siamo venuti a Bangkok solo per questo!?! Certo che no...e cosi il giorno dopo partiamo alla ricerca di esperienze un po' piu` interessanti. Per quanto riguarda le mete culturali, la citta` non delude affatto; bastano 20 minuti di Skytrain, mezz'ora di barca su uno dei fiumi piu` sporchi che abbiamo mai visto ed eccoci nella Citta` Antica...tutta un'altra storia!
Visitiamo i due Wat (templi) piu` famosi, il Tempio dell'Alba e quello che ospita un enorme Buddha sdraiato, lungo circa 80 metri e poi il caratteristico e superturistico Grand Palace, che pero` vale davvero la pena di vedere. Passeggiamo attraverso un simpatico mercatino che vende amuleti portafortuna e pranziamo a Chinatown, il tutto sotto un sole assurdo e con un caldo da tagliare le gambe.
C'e` anche la casa di Jim Thompson, esempio di architettura tipica Thai, ex-residenza di un architetto americano, amante dell'arte, delle tradizioni e della cultura asiatiche e tailandesi in particolare, che si stabili` a BKK dopo la seconda guerra mondiale; famoso inoltre per aver rilanciato la pratica della tessitura della seta in Tailandia.  La casa e` ricca di fascino perche` estremamente curata, contiene diverse opere d'arte ed e` una sorta di oasi incastonata nel trambusto della citta`. Anche la storia personale di Mr Thompson e` molto interessante, soprattutto per la sua scomparsa all'eta` di 61 mentre si trovava in vacanza in Malesia, in circostanze che tutt'ora restano sconosciute.
E ora basta "parlare"... un po' di foto, purtroppo per noi, le ultime da un posto nuovo.
Jim Thompson's House



 






















Tempio dell'Alba























Grand Palace























Wat Pho